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lunedì 16 marzo 2015

LA VITA QUOTIDIANA CON ARTY


…purtroppo non c’è, non esiste…e a tutt’oggi non se ne parla abbastanza e ci sono pochi centri di ascolto per chi ne soffre.
Io ho sperimentato Arty in tutto il suo splendore e credetemi se vi dico che di splendore ce n’è veramente poco. Mi sono chiesta un migliaio di volte come facevano in passato a sopportare questo dolore martellante che non ti lascia un secondo, che non ti da tregua, senza una terapia adeguata.
 A volte molti mi domandano di descrivergli il dolore che sento, di paragonarlo a qualcosa….io ancora non ho trovato a cosa paragonarlo perché non c’è un dolore simile. Tanti danno per scontato che i dolori del parto siano i più forti…beh, ragazzi..perchè non avete fatto un giro sulla giostra di Ar!!!
Il travaglio, le contrazioni, il cesareo e poi il post cesareo …non è una passeggiata, anzi… io ne ho avuti tre di parti tra naturali e cesarei (il piccolo topo si era incastrato nel mio osso pubico!), ma Arty è diversa…lei non ti permette di fare niente, lei si prende la tua vita, il tuo sorriso, lei vuole tutto di te e non ti lascia nulla in cambio…Con Arty è  impossibile tenere un piatto in mano(ma che dico un piatto, un cucchiaino!), tagliare una frittata a pezzettini, lavarsi il viso (o qualsiasi altra cosa!), andare in bagno, salire o guidare la macchina, allacciarsi il cappotto o le scarpe o il reggiseno. Non ti puoi truccare, pettinarti, farti una coda, tagliarti le unghie (nemmeno limarle!), vestirti, tenere un bambino in braccio o per mano…ma non puoi nemmeno camminare,fare scale, sederti o alzarti, metterti a letto o dormire la notte, perché, ironia di Arty, lei fa ancora più male se rimani immobile, così, paradossalmente, non puoi muoverti, ma stai meglio se ti muovi….che dire…Arty è una vera burlona!
Mille volte mi sono sentita peggio di mia nonna che a 80 anni fa due rampe di scale, senza l’aiuto di un bastone. Arty è cosi, colpisce senza pietà e tu ci devi stare, devi cercare di fare amicizia con lei, di comprenderla e conoscerla….così, dopo un po’, lei non migliora, ma te impari a gestirla!!!!
Io ho scelto la strada della terapia tradizionale, ma affianco comunque delle buone sedute di agopuntura per trattare le articolazioni e con cui aiuto fegato, reni e milza a sostenere i farmaci che prendo. Poi pratico yoga una volta la settimana che mi aiuta a tenere elastiche le articolazioni e aiuta a rinforzare la muscolatura. Infine seguo una dieta studiata appositamente per questa malattia che consiste nell’evitare totalmente alcuni cibi, che aumentano l’infiammazione e privilegiarne altri che invece la diminuiscono e, in generale, cerco di camminare tanto!!!
Quando si ha Arty in casa è buono anche tenere una piccola cassetta del pronto soccorso, in caso di suoi scherzetti, per esempio in casa mia non mancano mai dei forti cerotti alle erbe che applico sull’ articolazione quando la sento indolenzita bloccando in questo modo che si sviluppi dolore, tengo fiale di arnica formica da fare sottocute sempre contro il dolore e infine, ma non meno importante, dei tutori per le varie articolazioni, polsi, caviglie, ginocchia, spalle, dita…questi li trovo utilissimi in fase di dolore acuto…in qualche modo sostengono l’articolazione e ti fanno sentire protetta, si percepisce meno dolore.
 Questa per ora è la mia ricetta di benessere che mi aiuta giorno dopo giorno ad andare avanti con il sorriso, perché ho solo 31 anni, 3 bambini da crescere e vivo in montagna…non voglio gettare la spugna..
Per il futuro vorrei fare  di più come provare a seguire anche un lavoro psicologico su me stessa per capire cosa fa innescare questa malattia, perché Arty blocca il movimento, impedisce di andare avanti nella vita…e vorrei saperne di più. Vorrei anche che questo blog possa diventare un’opportunità per parlare di questa malattia sia per chi come me ha anche dei bambini da gestire, ma anche per chi non ne ha e per scambiarsi esperienze, idee e commenti….SCRIVETEMI!!!!

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