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lunedì 17 luglio 2017

LOOK SERALE!

Quindi tutto pronti per il mare un’altra volta….. yeeeee

Non arriva mai un momento a mio avviso in cui i genitori (dotati di un discreto buon senso) arrivano alla conclusione che : le vacanze coi marmocchi non sono vacanze, anche se le chiamiamo cosi; partire per 3 giorni è un’enorme cazzata, hai gli stessi bagagli che prepareresti per  15 ma non hai il tempo necessario per illuderti di esserti rilessata in quelle uniche 2 ore di sonno ( o dovrei definirle di coma?!?) in cui cadi quando tuo figlio stramazza addormentato sotto l’ombrellone (SE stramazza!!!).

Quindi non curanti dei 45 gradi all’ombra e i vacanzieri che vanno a prendere i posti migliori alle 9.oo di mattina, arriviamo noi. Visti da lontano siamo la reincarnazione di un personaggio fantoziano: le mostre con zaino in spalla, stuoia sotto l’ascella, cappello in testa e crema 50+ sulla pelle, stile fantasmino che squagliandosi forma rivoli bianchi su gambe e braccia. Il topo: cappello in testa e pistola ad acqua in mano, blaterando un “ mamma iuto io” (mamma ti aiuto io), che va a peggiorare una situazione, la mia, già critica.  Io: tutti mi guardano, la pazza con 3 figli che arriva alle 11.00 (orrore delle mamme perfette, quelle che il sole solo dalle 9 alle 11, poi via in campeggio per pranzo e pennichella e poi mare dalle 17.00 alle 19.00). Per me e Vic ( che al momento è andato a parcheggiare la macchina a Onolulu, per risparmiare sul parcheggio -3euro l’ora, a li mortacci…-)è sempre stato scontato che la vacanza è vacanza, il momento unico in cui non dobbiamo sottostare ad orari… perciò l’unico limite che ci diamo è che entro le 12.00 dobbiamo arrivare in spiaggia, con panini pronti, merenda, aperitivo e un fermino pre-cena, perché io e Vic siamo capaci di schiodarci dalla spiaggia alle 20.30-21.00 se vogliamo,  i bambini non sono mai stati un problema, cuciniamo qualcosa di veloce a cena, a volte ci fermiamo fuori a mangiare un po di pesce, a volte crollano addormentati e la cena salta.

Comunque con il mio mega bagaglio montato sulla sedia a sdraio con le ruote, fatto di busta giochi, borsa frigo, 2 ombrelloni, 3 stuoie, borsa mare con asciugamani e 2 tavolette da serf, arriviamo in spiaggia, inizio a montare la postazione, che di solito è dietro dietro con sabbia rovente. I bimbi non li vedo già più, sono in acqua, raccomandazioni inutili, non possono sentirmi già più.  Mentre sto grondando crema e sudore, maledicendo Vic, che chissà dove c___o è andato a portare la macchina, si avvicina una nonna e mi fa “scusi signora, forse suo figlio sta facendo pupù nel bagnasciuga” …………. nooooooooooooooooooo e che cacchio però, ma perché ste figure di cacca(per restare in teme!) solo a me. Questa Vic me la paga. Vado, optando per faccia da bimbaminchia “ bravooooo tesorooooo, finalmente dopo 4 giorni che non usciva…” ovviamente non era vero, aveva smollato il pacchetto la mattina stessa, ma ho deciso di giocare la carta che colpisce al cuore:il povero bambino stitico (mica mi vorrete far pesare che ha cacato sul bagnasciuga, quando da bravo bambino stitico è costretto a portarsi dietro kilate di pupù!!!). All’ora di pranzo mio figlio va in fissa col pedalò, alla fine lo prendiamo, il topo è euforico prima terrorizzato appena si accorge che la costa è lontana, noi non abbiamo i braccioli, le bimbe vogliono andare al largo per fare i tuffi, Vic pure (avrei già bisogno della mia valeriana in gocce x tranquillizzarmi), chiedo a Vic di avvicinarsi alla costa, decido di scendere col topo e lasciar andare gli altri al largo. La scena mia che mi avvicino col topo praticamente in testa(simulando un’ imbranata indiana Jones), per non fargli toccare l’acqua, fa girare tutti i bagnanti(bello diventare famosi con così poco sforzo)!!!!  Giochiamo a riva, col topo per una quantità di tempo di cui non mi rendo conto, quando vediamo tornare Vic, a capo del suo pedalò, ci fa segno di risalire, le facce che ci guardano sono le stesse, attonite e critiche, mentre il topo non collabora, voleva continuare a stare a riva, ma il nostro ombrellone è distante e serve un’azione di forza. Risalgo sul pedalò e accenno un inchino verso riva, come sperato, il messaggio arriva e i guardoni distolgono lo sguardo!!!!! La giornata prosegue bene, tra bagni, castelli, partite a racchettoni e palla. Verso sera decidiamo di fermarci alle docce pubbliche a lavarci, un gelato in centro e dritti a letto. Le docce sono piene di ragazzi più o meno giovani, comunque tutti senza figli…. Litri di profumo e risate invadono i bagni, le ragazze si litigano l’unico specchio che c’è per truccarsi, abiti eleganti e scarpe fin troppo vertiginose…. Le mie marmocchie sono in brodo di giuggiole, fissano a bocca aperta una ragazza intenta a far diventare la sua bocca rossa lucente… Io penso che non mi sono specchiata nemmeno prima di uscire di casa quella mattina…. Vic fa un commento sul profumo che lo sta nauseando… “mamma, tu e il babbo perché non avete mai questo look serale?”….         ” amore, la mamma e il babbo hanno rinunciato da anni ad uno sfavillante look serale, già è tanto che riusciamo a farci una doccia”  …. E sotto lo sguardo deluso delle mie mostriciattole entriamo in doccia.