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martedì 5 maggio 2015

ABOUT PRICESSES INSIDE!

Diciamolo pure! E molto orgogliosamente! Tutte le donne  grandi a piccine, sono princesses inside!
Ad oggi non conosco bambine a cui non vengono occhioni a forma di cuore davanti una gonnellina di tulle, una magliettina con brillantini o un cerchietto con i fiorellini. E’ proprio così, perché anche io , quando ero incinta delle due mostre, oltre a pensare a quante cose carine avrei potuto fare  con le mie bambine, morivo anche dalla voglia di mettergli quei vestitini tutti così fuxia e tullosi(che, ci tengo a precisare, non sono quelli stile damigella dell’800…ma sono quelli da principessa!!!). E l’ ho fatto, sissignori, glieli ho messi, i vestitini con le paillettes, con i tulle, con i fiocchetti, i cerchietti con la corona sbrilluccicosa, le scarpine con le fragole disegnate….anche se per la maggior parte del tempo, abitando in montagna, portano tute e maglioni bucati e stivaletti da trekking (tutto strapazzato e sudicio ma inevitabilmente  fuxia!!!!!)
Ora che le mie mostriciattole stanno crescendo le principesse nascoste in loro stanno mutando stile…e stanno diventando più punk! Quindi, cappellini con visiera molto colorati e con tutti fiori incorniciate da borchiettine, stivali neri con strass e un teschio nel centro, vestitini con tulle e paillettes ma total black, anellini plastificati maculati in nero e celeste, stivaletti leopardati, ciubottino con la chiusura lampo a cuoricino blu elettrico… insomma, delle principesse moderne! Poi mi aggiungo io che con il mio lavoro, [ve l’ho detto che prima di diventare shiatzuka ero (e sono) estetista?] che ho smalto e trucchi a volontà….e secondo voi, sono riuscita a tenere lontano le mostre dal mio laboratorio? Ovviamente no! Forse ho qualche speranza di potercela fare con J3 in quanto topo masculo….ma comunque alla vista dello smalto lilla con i brillantini inizia a scalciare di brutto per toccarlo, quindi non prometto niente!
 Ed è  così che A1 ed E2 entrano nel mio laboratorio a far prove di smalti, brillantini, rossetti, matite (quelle dorate e argentate soprattutto!) stickers per unghie, da poco hanno scoperto la scatolina con le ciglia finte, ma quelle ancora sono off limits…. E sono li che si dipingono tutte per trasformarsi in principesse… tocco finale della mamma, una soffiata di brillantini OVUNQUE ed ecco che sono pronte a uscire….solo per ripresentarsi dopo 15 minuti con 6 amichette al seguito con tanto di bava alla bocca e occhi sognanti, che mi fissano e dicono “ possiamo anche noi per favore?”  Ed è cosi che a volte mi ritrovo a passare delle intere ore a truccare questa banda di mocciosette, scavezzacollo, pestifere, che magicamente uscendo da casa mia camminano in punta di piedi, fanno il giro del paese per farsi ammirare e rimirare, si crogiolano in frasi quale “ ma  come sei bella”, ondeggiano la mano in segno di saluto e dispensano inchini a destra e sinistra facendo finta di tenersi una gonna infinitamente lunga……

Io le guardo dalla finestra queste piccole donne e le adoro e mi mordo la lingua pensando che mi ero ripromessa di non far  credere le mie bimbe alla stronzata del principe azzurro, delle principesse, dell’happy end e delle fate madrine, per rendergli meno duro l’impatto con la realtà, crescendo, per non fargli nutrire troppe aspettative sugli uomini, perché in realtà Cenerentola in confronto ad una mamma non faceva un cazzo, che nessuno è bella come Biancaneve senza una buona dose di trucco, che nessuna Bestia si trasformerà mai in un Principe, che i capelli di Rapunzel non sono lunghezze a cui aspirare perché in realtà sono più pieni di un aspirapolvere, motivo per cui non fanno vedere quanto cacchio urla quando li lava e li asciuga!!!Che l’eleganza leggiadra di Pocahontas è ineguagliabile e che guarda caso tutte le storie finiscono proprio quando i piccioncini si mettono insieme, sul dopo hanno steso , giustamente, un velo pietoso, i bambini poi non li fa mai nessuno, nemmeno nei sequel !!!Però poi mi sono ricordata che si ha tutta la vita per rendersi conto di queste cose e che sognare un po’ non ha mai fatto male a nessuno, che sentirsi delle vere principesse non ha eguali e sognare di possedere dei poteri ultraterreni ti fa volare via lontano…e allora sorrido di nuovo, osservo le mie princesses e bastano veramente due brillantini e una gonna di pizzo per sentirsi felici a volte.. Mi giro, prendo in braccio J3 che naviga tra smaltini colorati….anche lui ha dei brillantini nei capelli, gli schiocco un bacio e penso che in fondo io un principino l’ho trovato!


martedì 28 aprile 2015

LA VALLESANTA!

Dopo avervi parlato tanto della nostra scuola, voglio sbrodolarmi ancora un po’ addosso e voglio accennare anche al posto in cui abitiamo. Non lo faccio per vantarmi ma per offrire uno spunto alternativo alla visione di vita che c’è oggi in giro.
Io lo chiamo < periodo del controesodo> , come quando si svilupparono le industrie e tanti si trasferirono nelle città per un’aspettativa di vita migliore e per usufruire di quelli che, allora, erano considerati dei lussi, tutte le comodità che può portare una vita in città. Mai avrebbero creduto che sarebbe ritornato un periodo in cui la “salvezza” era quella di ritornare in quelle campagne che erano state abbandonate….per una speranza di vita migliore! Questo è il controesodo, o per lo meno, è il mio piccolo esodo all’incontrario e di tutte quelle famiglie che hanno scelto questo genere di vita!
Io faccio sempre riferimento alla mia condizione di coppia, ovvero di due ragazzi, che  hanno avuto tre bambini molto presto e che hanno dovuto interrompere gli studi per cercare qualcosa da fare per poter andare avanti! Sicuramente per chi parte ad avere figli già con una casa e un lavoro, la questione è diversa!
Comunque io ho sempre vissuto in città e quando, con Vic, abbiamo deciso di trasferirci quassù (nell’Appennino) allettati soprattutto dai prezzi bassi delle case in affitto, non avevo minimamente pensato in modo concreto che la vita conosciuta fino ad allora, l’avrei totalmente abbandonata! (chiamatela pure beata innocenza o ingenuità giovanile, fa lo stesso!) Capìi così, tutto in una volta, cosa significava vivere con la stufa a legna, trovare dei ragni e qualche scorpione dentro casa, avere e mantenere (soprattutto) un orto, se vuoi minimamente mangiare quello che hai piantato, scendere a patti con la neve, col ghiaccio e con le catene della macchina da montare ghiacciate con la neve! Sapere che resterai almeno un paio di volte senza luce, in inverno, che se in estate non sacrifichi almeno  cinque weekend su sedici per tagliare la legna, in inverno morirai congelato…e tante altre cose egualmente, prettamente montanare!
Inizialmente ricordo che non ero contenta di vivere in questo paese di 30 anime, vita troppo solitaria, silenziosa e decisamente lenta…Ma poi, mano a mano che gli anni passavano si sono aggiunte nuove famiglie giovani con bambini, ho iniziato a fare amicizia, a condividere la quotidianità, gli hobby e piano piano anche le confidenze. Ci siamo rimboccate le maniche per riuscire a sentire questo posto anche un po’nostro. Abbiamo preso in affitto una casa del comune e l’abbiamo trasformate nella sede di un circolo culturale, uno spazio in cui incontrarsi e fare attività (molto simili a quelle artigianali proposte ai bambini a scuola -> vedi post “ W LA SCUOLA<- ), ma ad un livello “per adulti”. Quindi si al corso di musica, per imparare a suonare uno strumento, creare una banda della Valle, fare un corso di zumba a cui si aggiungerà presto uno di salsa, avere ben due corsi di yoga, pomeriggi di scambio lavoro, fare piccoli corsi pratici per capire i circuiti elettrici, o il taglio della legna, o il mondo del PC, il corso di inglese e tedesco( presto anche quello di spagnolo), un corso di panificazione, cucito e ceramica a cui si aggiungeranno uno sulla lavorazione della pasta fatta in casa, uno sull’impagliatura delle sedie e tutti quelli che ci verranno ancora in mente!!! Io li chiamo impropriamente corsi, ma non sono altro che uno o più pomeriggi in cui il mastro artigiano in questione, a turno, insegna il suo sapere a chi è interessato, in modo totalmente gratuito, premio, poter imparare altrettanto di un’altra arte! In questo modo tutti possono partecipare…è questo il bello delle piccole realtà, ci sono piccoli gioielli che  è impossibile ricreare in una dimensione città! Al centro culturale organizziamo anche compleanni, cene di paese, festeggiamo feste e ricorrenze, organizziamo eventi, proiezione di film, serate gioco il venerdì sera…. Cerchiamo di coltivare l’amicizia, di riscoprire il piacere di stare insieme, osserviamo la complessità dei rapporti umani, in un tempo e in uno spazio in cui sembrano non esistere più ed essere stati sostituiti da comunicazioni e rapporti virtuali.
Un’altra cosa che mi piace molto è vedere come gruppi di due o più famiglie si aggregano per piantare insieme colture di patate, alberi da frutto, piccoli frutti, etc, non solo per dimezzare i costi , ma anche perché lavorare in compagnia è molto più bello! Da qualche anno a questa parte sta cercando di nascere un ecovillaggio, casette di legno costruite nel rispetto dell’ambiente, inerite nel paesaggio con risorse energetiche alternative. Tante famiglie sono arrivate qui anche grazie a questo progetto,  e hanno deciso di restare indipendentemente dalla sicurezza che questo progetto verrà realizzato o meno, perché rapite dalla magia del posto! Perché quassù accade qualcosa di strano, c’è un’aria che ti rapisce, un paesaggio bellissimo che ti incanta, l’aria pulita, fresca e frizzantina, una vita sostenibile a costo quasi zero, tantissimi bambini che ti riempiono il cuore di allegria, liberi di uscire di casa e correre spensierati, lontano dai pericoli. Ma soprattutto  ti senti parte di una grande famiglia su cui potrai sempre contare e con cui condividi un sogno comune…che un’altra realtà è possibile, basta partire da noi stessi e da chi ci sta accanto!


Per chi fosse interessato a vedere la nostra vallata può cliccare qui: (è un po lunghetto ma vale la pena!)


Per chi invece è interessato al progetto ecovillaggio mi può scrivere una mail in privato!