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martedì 12 maggio 2015

CANTAR MAGGIO!

Ciao a tutti! 
Ovvia, questa settimana mi sdò…e scrivo due post perché sono successe due cose belle che voglio condividere con voi. La prima , in ordine cronologico, è il Cantamaggio, la seconda il compleanno della mostra E2!!! Ma appunto…qui si parlerà del cantamaggio!
 Il cantamaggio (da Cantar Maggio o calendimaggio) è una festa per dare il bentornato alla primavera, un vero inno all’allegria, che ispira la bella stagione, ai fiori che sbocciano e all’amore. Ogni parte d’Italia ha la sua tradizione: chi fa i carri, chi addobba la città, chi sfila, ma comunque sono tutte accomunate da un’unica cosa: cantare! Si cantano stornelli, filastrocche, canzonette popolari, con le diverse inflessioni dialettali, accompagnati da musica popolare, come flauti, tamburelli, tromboni, pianole a fiato, fisarmonica…
Qui nella nostra Vallesanta l’onore dei festeggiamenti è tutto riservato ai bambini che la mattina del cantamaggio, raccolgono i fiori  più colorati per riempire i cestini, scelgono i vestiti più primaverili, mettono cappelli di paglia con sopra nastrini, fiocchi o fiorellini, fanno le ultime prove delle canzoni e pazientemente aspettano il pulmino della scuola che raccoglie tutti i bimbi della valle che poi, insieme alle maestre e alla nostra banda, composta da genitori vari, vanno a cantar stornelli di Maggio in tutte le piazze dei paesi della valle!!
E’ una festa di colori, voci bianche, fiori e musica.
Lungo il  tragitto, gli abitanti dei paesi offrono merende e dolcetti a tutti i bambini e del buon vino alla banda di suonatori. Il nostro paesino è l’ultima tappa del tragitto e quando i bambini arrivano si portano dietro tutta la gente che mano a mano si è aggregata al gruppo iniziale. A questo punto non cantano più solo i bambini ma tutte le persone presenti, contagiati da una strana euforia!!
Alla fine dell’esibizione mangiamo quello che ognuno ha portato, ci sono fave, pane, formaggio, vino, ricotta, torte…e dall’aperitivo alla cena il passo è breve!
 Quando il cielo comincia ad essere scuro siamo ancora tutti lì. Qualche strumento suona ancora note in libertà, qualcuno accenna timidamente le parole confuse di qualche stornello, i bambini corrono in piazza, qualche flash scatta ancora, tanti ridono, parlano, raccontano…Se ti fermi abbastanza tempo c’è caso che si ricominci a suonare, cantare e forse anche ballare…
Quando torniamo a casa è ormai notte, le mostre dormono e il topo collassa velocemente sotto l’azione stordente di 250 ml di latte, queste giornate sono lunghe, piene di emozioni e molto stancanti e non ci vuole molto a cadere  tra le braccia di Morfeo.
Io vado in giardino con Vic, con un bicchiere di vino in mano, ci sediamo vicini, felici e in silenzio a godere di un attimo di pace, le stelle brillano in alto nel cielo, l’arietta è tiepida e gradevole, c’è un silenzio pieno di rumori della notte, le strade sono ormai deserte, qualche gatto passa furtivo e si sente il bramito del cervo in lontananza… 

Penso che a volte è questa la felicità…

martedì 28 aprile 2015

LA VALLESANTA!

Dopo avervi parlato tanto della nostra scuola, voglio sbrodolarmi ancora un po’ addosso e voglio accennare anche al posto in cui abitiamo. Non lo faccio per vantarmi ma per offrire uno spunto alternativo alla visione di vita che c’è oggi in giro.
Io lo chiamo < periodo del controesodo> , come quando si svilupparono le industrie e tanti si trasferirono nelle città per un’aspettativa di vita migliore e per usufruire di quelli che, allora, erano considerati dei lussi, tutte le comodità che può portare una vita in città. Mai avrebbero creduto che sarebbe ritornato un periodo in cui la “salvezza” era quella di ritornare in quelle campagne che erano state abbandonate….per una speranza di vita migliore! Questo è il controesodo, o per lo meno, è il mio piccolo esodo all’incontrario e di tutte quelle famiglie che hanno scelto questo genere di vita!
Io faccio sempre riferimento alla mia condizione di coppia, ovvero di due ragazzi, che  hanno avuto tre bambini molto presto e che hanno dovuto interrompere gli studi per cercare qualcosa da fare per poter andare avanti! Sicuramente per chi parte ad avere figli già con una casa e un lavoro, la questione è diversa!
Comunque io ho sempre vissuto in città e quando, con Vic, abbiamo deciso di trasferirci quassù (nell’Appennino) allettati soprattutto dai prezzi bassi delle case in affitto, non avevo minimamente pensato in modo concreto che la vita conosciuta fino ad allora, l’avrei totalmente abbandonata! (chiamatela pure beata innocenza o ingenuità giovanile, fa lo stesso!) Capìi così, tutto in una volta, cosa significava vivere con la stufa a legna, trovare dei ragni e qualche scorpione dentro casa, avere e mantenere (soprattutto) un orto, se vuoi minimamente mangiare quello che hai piantato, scendere a patti con la neve, col ghiaccio e con le catene della macchina da montare ghiacciate con la neve! Sapere che resterai almeno un paio di volte senza luce, in inverno, che se in estate non sacrifichi almeno  cinque weekend su sedici per tagliare la legna, in inverno morirai congelato…e tante altre cose egualmente, prettamente montanare!
Inizialmente ricordo che non ero contenta di vivere in questo paese di 30 anime, vita troppo solitaria, silenziosa e decisamente lenta…Ma poi, mano a mano che gli anni passavano si sono aggiunte nuove famiglie giovani con bambini, ho iniziato a fare amicizia, a condividere la quotidianità, gli hobby e piano piano anche le confidenze. Ci siamo rimboccate le maniche per riuscire a sentire questo posto anche un po’nostro. Abbiamo preso in affitto una casa del comune e l’abbiamo trasformate nella sede di un circolo culturale, uno spazio in cui incontrarsi e fare attività (molto simili a quelle artigianali proposte ai bambini a scuola -> vedi post “ W LA SCUOLA<- ), ma ad un livello “per adulti”. Quindi si al corso di musica, per imparare a suonare uno strumento, creare una banda della Valle, fare un corso di zumba a cui si aggiungerà presto uno di salsa, avere ben due corsi di yoga, pomeriggi di scambio lavoro, fare piccoli corsi pratici per capire i circuiti elettrici, o il taglio della legna, o il mondo del PC, il corso di inglese e tedesco( presto anche quello di spagnolo), un corso di panificazione, cucito e ceramica a cui si aggiungeranno uno sulla lavorazione della pasta fatta in casa, uno sull’impagliatura delle sedie e tutti quelli che ci verranno ancora in mente!!! Io li chiamo impropriamente corsi, ma non sono altro che uno o più pomeriggi in cui il mastro artigiano in questione, a turno, insegna il suo sapere a chi è interessato, in modo totalmente gratuito, premio, poter imparare altrettanto di un’altra arte! In questo modo tutti possono partecipare…è questo il bello delle piccole realtà, ci sono piccoli gioielli che  è impossibile ricreare in una dimensione città! Al centro culturale organizziamo anche compleanni, cene di paese, festeggiamo feste e ricorrenze, organizziamo eventi, proiezione di film, serate gioco il venerdì sera…. Cerchiamo di coltivare l’amicizia, di riscoprire il piacere di stare insieme, osserviamo la complessità dei rapporti umani, in un tempo e in uno spazio in cui sembrano non esistere più ed essere stati sostituiti da comunicazioni e rapporti virtuali.
Un’altra cosa che mi piace molto è vedere come gruppi di due o più famiglie si aggregano per piantare insieme colture di patate, alberi da frutto, piccoli frutti, etc, non solo per dimezzare i costi , ma anche perché lavorare in compagnia è molto più bello! Da qualche anno a questa parte sta cercando di nascere un ecovillaggio, casette di legno costruite nel rispetto dell’ambiente, inerite nel paesaggio con risorse energetiche alternative. Tante famiglie sono arrivate qui anche grazie a questo progetto,  e hanno deciso di restare indipendentemente dalla sicurezza che questo progetto verrà realizzato o meno, perché rapite dalla magia del posto! Perché quassù accade qualcosa di strano, c’è un’aria che ti rapisce, un paesaggio bellissimo che ti incanta, l’aria pulita, fresca e frizzantina, una vita sostenibile a costo quasi zero, tantissimi bambini che ti riempiono il cuore di allegria, liberi di uscire di casa e correre spensierati, lontano dai pericoli. Ma soprattutto  ti senti parte di una grande famiglia su cui potrai sempre contare e con cui condividi un sogno comune…che un’altra realtà è possibile, basta partire da noi stessi e da chi ci sta accanto!


Per chi fosse interessato a vedere la nostra vallata può cliccare qui: (è un po lunghetto ma vale la pena!)


Per chi invece è interessato al progetto ecovillaggio mi può scrivere una mail in privato!