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giovedì 22 giugno 2017

GIRA IL VENTO

E dopo due anni….

Chi non muore , si rivede…..e di fatto io sono una che nonostante le mazzate, non muore facilmente!!!!

Quindi sono tornata, ancora tra di voi, ancora io, con le  due mostriciattole e un topo , l’inseparabile Vic, il casino delle nostre vite, l’amore che ci fa andare avanti, i colori che ci caratterizzano e…. tante minchiate. Però ci sono anche delle new entry : l’amico Renè, i 3 casinisti, una casa tutta nostra, il nostro amico mutuo e la elephant-mobile…Ve li presento.

 Renè : è l’amico di Arty, mio altro grandissimo fan, vi ricordate il mio ultimo post? Lui è l’amico invisibile, il rene che c’era e ora non c’è più, lo chiamo Renè perché quella parte sinistra in cui alloggiava e dove ora non c’è più nessuno, non l’ho mai percepita così bene come adesso. Tutti i picchi, fastidi, dolori, blocchi, indolenzimenti che mi nascono nella schiena potete esser certi che vengono da lì, “c’est la vie”…come diceva mia nonna con la sua artrosi…. Perle di vita da tenere nel taschino!!!!

I tre casinisti: loro hanno contribuito a far crescere la nostra famiglia, sono 3 tartarughine, ce le ha regalate un collega di Vic, si presenta per il compleanno di E2 e ci consegna la scatola….a quel punto la mia voce contraria niente ha potuto. E’ buffo vedere come delle volte le mamme non contano una beneamata sega!!!!E come, a volte, Vic diventi più amato di Christina Aguilera. Con il tempo ho  capito che sono compatibili con i miei scatti schizzofrenici: mute e silenziose come non ci fossero, bravi casinisti, la nostra amicizia è destinata a durare!!!!

Casa nostra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Yuppi-eh per me e Vic!!!!!
Finalmente è stata premiata la nostra pazienza!! Infatti, dopo anni che ci lavoravamo i proprietari, senza alcun successo (sembravano avere un disco rotto in gola “190.000.000 euro”, “190.000.000 euro” “190.000.000 euro”) ….succede l’inaspettato.  Ve lo devo raccontare perché è altamente soddisfacente… Veniamo a scoprire che in realtà la casa dove eravamo in affitto era di una loro amica inglese (loro sono svizzer), la quale gli aveva fatto u prestito per comprarla(accordi su un pezzo di carta), prestito in realtà mai saldato, ma siccome sono passati appena appena 20 anni ( e la signorina inglese aveva il famoso pezzo di carta appeso tipo trofeo sopra il caminetto del suo cottage), l’inglesina in questione una mattina  s’è incazzata (direi stoica, ha aspettato 20 anni!!!)e gli ha richiesto tutti i soldi e i danni annessi e lo ha fatto con tutti i crismi, prendendo un avvocato italiano e facendo le dovute indagini , perché lei n italia non c’ha mai messo piede( è il mio mito!!!). Esce fuori che una mattina di novembre ci arriva una chiamata dei nostri proprietari che dovevano assolutamente vendere casa in fretta e furia perché necessitavano di liquidi….soldi insomma…. Indovinate? Non gli importava più il prezzo, “fate un offerta”ci hanno detto. Eravamo gli unici interessati e disponibili subito a comprare e loro con un cappio al collo   per non esser stati leali e corretti. I nostri soldi li abbiamo intestati tutti all’inglesina, che di fatto era diventata la proprietaria di casa, il cui unico interesse era quello di dimenticare in fretta questa brutta storia, vendere una proprietà di cui non le importava nulla e farsi un giro in Italia prima di tornare in Inghilterra. E così fu. Io e Vic di lì a poco firmavamo il mutuo e la compravendita, dal fucknotaio a cui abbiamo lasciato 7 mesi di stipendio, li mortacci sua, (quando ce vò, ce vò) e cambiavamo il cognome del campanello. La casa è nostra!!!!!!Piccolo inciso, abbiamo portato l’inglesina a fare un tour turistico….e gli abbiamo offerto un the!!!!!

Elephant-mobile: l’emozione della casa ci ha fatto perdere la nostra vecchia Ford Mondeo color sottobosco…. Si è spenta lentamente e inesorabilmente… ma la tristezza è durata poco, vorrei sottolineare che l’ultima frase delle mostre è stata “non vorrò mai più bene ad una macchina come a questa” e “ non voglio salire in un’altra macchina, no, no, no, mai”. Poi abbiamo trovato una ford galaxy 7 posti, un sogno, le valige per la vacanza ce le lanci e c’è ancora spazio, ci ficchi dentro, lettini, materassi, sacchia pelo, ombrelloni, e c’è ancora posto, asciugamani, coperte, fouton, merende, cassette d’acqua,e ce n’è ancora abbastanza, bambini, zainetti, computer  e passeggini e scopri che non basta neanche un monovolume del genere a contenerci….piccole delusioni della vita… soprattutto per Vic, che sperava di non dover più giocare a tetris e invece continua a farlo!!!!!Però per le mostre non c’è mai stata macchina più comoda e confortevole “ la mia macchinina” la chiamano…. Le fetenti…..

La mia vita continua senza tregua ad andare avanti, a librarsi in aria, trasportata dal vento della vita, a volta sembra di cadere a picco, a volte il sole risplende e il vento è favorevole e ti senti un supereroe, a volte le correnti sono molto forti e ti fanno tornare al punto di partenza… ma io ho deciso di godermi ogni passaggio, ci ho messo due anni a capirlo, a riprendermi dalle turbolenze, avevo bisogno di rifugiarmi per un po, per capire delle cose, ma ora sono tornata, con delle cicatrici in più, nel corpo e nell’anima, ma più forte,  più grande di prima, più matura, più saggia, con Vic, le mostre, il topo e tutti voi che mi fate esistere.


                               La nostra casina!

venerdì 6 novembre 2015

FACCIAMO ORDINE



                                               


Eccomi tornata…

L’estate è sempre troppo piena di cose da fare con tre bambini da organizzare, troppo tempo libero da gestire, troppa aria aperta da suddividere, troppo spazio da limitare…ho pensato almeno 3 volte al giorno che dovevo scrivere ma poi non ci sono mai riuscita…né a scrivere né a fermare le idee in un pezzo di carta..o di stoffa…e la sera, la sera era sempre troppo stanca, o festaiola, o piena di stelle, o con un falò in giardino, o con una luna troppo grande o piena di chiacchiere in compagnia o troppo silenziosa per scrivere qualcosa…

 Così sono passati i mesi e con loro sono arrivati dei colpi di scena inaspettati…

A metà agosto mi accorgo che ho un rene gigante, con un’ecografia che non è per il rene, quindi me ne accorgo per caso…inizio a fare gli accertamenti… sembra che quasi non funziona più…sembra che devo fare un intervento per toglierlo…poi sembra che prima di toglierlo dovrei mettere una nefrostomia, che sembra consista nel fare un buchino nella schiena all’altezza del rene per farlo fluire correttamente, cosa che sembra non faccia più. Quindi la metto, faccio 2 giorni in ospedale, mi abituo a questo catetere, mi costruisco una borsetta in lanacotta, io metto il progetto la mia amica mette ago, filo e mani…la porto per 1mese e mezzo. Poi sembra che posso chiudere tutto, tanto ormai il rene sembra non funzionare più, la causa sembra essere un regalino lasciato dal mio unico cesareo d’urgenza, sembra che ricucendo il tutto un punto sia andato di traverso sull’uretere e abbia chiuso per sempre lo sbocco del rene. Sembra possa succedere di frequente, sembra che nessuno sia scandalizzato, sembra che debba rinunciare al mio rene  e sembra anche che sono stata sfigata perché non avevo alcun dolore in questi 12 mesi e sembra sia stato questo particolare del dolore mancato a fottermi il rene…perché se invece sentivo male sembra che avrebbero potuto salvarlo.
Quindi chiudiamo il buchino, buttiamo dentro una fiala di antibiotici per evitare un’infezione, sembra che sia la via per non fare più l’operazione. Dopo 12 ore che ho tolto la nefrostomia mi sembra di sentire dolore al fianco…il sembra lascia spazio alla certezza. Nel giro di poche ore il dolore cresce, la febbre anche. Chiamo il chirurgo, sembra ci sia un’infezione, torno in ospedale tre giorni questa volta. Sembra che l’infezione ci sia e sembra che io debba rimettere la nefrostomia per pulire il rene dall’infezione, così si fa in effetti. Poi vengono i medici in camera, sembra che l’intervento a questo punto sia inevitabile. Sembra che sono già in una lista e sembra che la data sia dopo il 15 novembre, mi ripetono che a loro sembra difficile potermi mettere nero su bianco l’incidente di percorso del punto nel mio uretere. Io dico che mi sembra una grande cazzata e che possono eccome se vogliono e mi sembra di essere abbastanza incazzata quando lo dico. Mi sembra di percepire un vedremo li per li cosa si può fare e io penso che questo mondo mi sembra un tantino fatto di merda.

Poi resto in silenzio nella mia camera con un letto vuoto, due tv attaccate al soffitto, tre sedie di plastica due carrelli per il cibo, due comodini con le rotelle, due anfratti nel muro che chiamano armadi, la telecamera puntata contro, l’odore intenso di disinfettante e quello marcio dell’ospedale.

Sono sola, perché quando hai tre bambini a casa, tuo marito deve stare con i bambini e non può stare accanto a te, ma va bene, perché penso di più e mi distraggo di meno. Penso al dolore. Il dolore quello fisico, quello che in questi mesi ho risentito forte, dell’artrite che peggiora, della nefrostomia metti-togli-metti da dover sopportare e gestire nella vita quotidiana, al dolore dell’infezione, al dolore dell’ingiustizia, al dolore della notizia dell’operazione, al dolore dell’anima, per essere assente da casa, assente dalle mie piccoline, assente dal mio topolino e distante anni luce da mio marito….perchè si vive una realtà parallela quando la salute non va bene, quando l’unica cosa che vuoi è sdraiarti e trovare una posizione che ti faccia stare bene e invece devi continuare ad andare avanti, perché come altre volte mi è successo non è facile condividere questo dolore con chi non lo prova e non sa cos’è…

Che mi piaccia o no ho questo ora davanti a me e buio dentro, ma è un buio che mi aiuta a concentrarmi, un buio di cui ora ho bisogno, un buio che mi rende forte.

Quello che c’è fuori da me invece e che vedrò dopo il buio sono i miei bambini, il bellissimo suono delle loro voci, l’allegria delle loro risate, la dolcezza dei loro sorrisi, la gioia dei loro occhi…


 Io aspetto quel sole per ora….